Arrivano le “Storie in prima corsia”

Ciao a tutti!

Eccomi qui! Penso che qualcuno di voi mi conosca già bene. Qualcun altro un po’ meno, ma poco importa.

Mi ritrovo anch’io a scrivere in questo spazio on-line che il grande Tara ha creato e sta mirabilmente gestendo da alcuni mesi. Mi ha invitato a preparare qualcosa, ci siamo confrontati e alla fine mi ha concesso questa bella bacheca su cui appiccicare un po’ di articoli e racconti.

“Storie in prima corsia” è il nome che abbiamo scelto per questa rubrica. Chi di voi è mezzofondista sa bene quanto sia importante la prima corsia, perché chi non guadagna la corda deve fare più strada. I velocisti non amano particolarmente il primo “binario”, ma ogni tanto tocca pure a loro calpestarlo. Lanciatori e saltatori l’attraversano invece per andare in pedana… Insomma, ognuno di noi, chi prima, chi dopo, chi più, chi meno, deve passare dalla prima corsia. Per questo motivo le “Storie in prima corsia” vogliono essere i racconti di tutti noi, oltre naturalmente ad approfondimenti su eventi o personaggi di rilievo del nostro sport preferito.

Ognuno di noi potrà essere protagonista perché faremo delle chiacchierate con i nostri atleti, tecnici, dirigenti, tifosi… Ma ne abbiamo di tifosi?!?! Comunque, ciò che conta è che quando diventerete famosi con una medaglia olimpica al collo, io potrò finalmente dire: «Sono stato io a intervistarlo per primo!»

Allora mi metto subito al lavoro! Ehi, ehi, però con calma… Non spingete per essere intervistati! C’è spazio per tutti!!!

4 thoughts on “Arrivano le “Storie in prima corsia””

  1. Ciao a tutti! Anche se appartenente alla categoria dei “meno giovani” dell’Atletica Cinisello colgo l’occasione per congratularmi con Marco per la gestione dello spazio on-line e per aver convinto una “grande firma” come Lele. Aspetto con ansia le prime “storie”.
    Buona corsa

    Fabrizio

  2. Io spesso ho dovuto “calpestare” la 6a corsia nel “correre i 400 metri” orribile perchè vedevi gli avversari solo alla fine o non li vedevi proprio se risultavano più scarsi di te…. nei 400 indoor invece la 1a che ti dà lo stesso risultato…

    ciao Lele buona scrittura

  3. Aspettiamo tutti con ansia l’intervista allo “zio” per alcuni al “nonno” per altri “Verdini”…un esempio per i giovani e per il loro futuro. Mi piace paragonarlo ad un auto, costruita con un motore mediocre e con materiale scadente, ma con il passare del tempo viene rivalorizzata diventando sempre più preziosa, di un valore inestimabile, un “auto d’epoca”, talmente impreziosita che non deve neanche pagare il bollo per circolare (lo stato gli va incontro)…mi sento di ringraziare quest’uomo e gli auguro dal profondo del mio cuore che la sua rottamazione rimanga solo un brutto incubo nelle sue notti peggiori..

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